Ultravox – Hymn
Non so perché, ma quando sento un brano degli Ultravox, uno qualunque, mi viene voglia di riascoltarli a nastro per tutta la settimana successiva. Sarà per l’appeal delle loro melodie, per la bravura vocale di Midge Ure, che dal quarto album prende il posto di John Foxx, o per la ricercatezza mai banale dei suoni che utilizzano. Quel che è sicuro è che gli Ultravox negli anni Ottanta hanno messo d’accordo pubblico e critica come poche altre band tra quelle che facevano confluire il pop new romantic con l’evoluzione della rabbia punk e le innovazioni sonore del kraut-rock. Insieme forse ai Japan di David Sylvian che oggi esplora nuovi confini musicali come solista e ai Talk Talk di Mark Hollis con le derive quasi jazzistiche di quel gioiellino che è Spirit of Eden.
Merito soprattutto di Vienna (1980): un album davvero epocale, il primo con Midge Ure come cantante e autore. Il grande respiro della title-track porta in una Mitteleuropa sognante e cupa allo stesso tempo. I ritmi più danzerecci di Sleepwalk in contrasto con le chitarre di Passing Strangers. Gli ottimi risultati di vendita portano ad altri dischi di successo: Rage in Eden, da cui è stata estratta come singolo l’emozionante The Voice, e soprattutto Quartet, con We Came To Dance, quasi un “manifesto” del synth-pop, e Hymn, che propongo qui.
C’è un motivo per cui ho scelto di parlare di Hymn e non di altri brani meritevoli degli Ultravox. La copertina del suo 45 giri. Un bianco minimale pieno zeppo di simboli massonici. Su tutti, il compasso e la squadra, che leggenda vuole si ispirino alla discendenza di Hiram, biblico architetto del Tempio di Salomone. Nati come società di mutuo soccorso sono divenuti poi una confraternita il cui accesso è basato su riti iniziatici. Lo stesso Mozart scrisse numerose composizioni su ispirazione massonica (la più famosa? Il Flauto Magico!). Il testo di Hymn è di fatto un’invocazione, un inno, o meglio un salmo. Give us this day all that you showed me/the power and the glory till my kingdom comes: un ritornello simbolico, che qualcuno ritiene riferito al Diavolo.

concordo pienamente sull’articolo degli ultravox..quando ascolti una canzone loro o di midge ure per le settimane successive ti viene voglia di ascoltare solo loro! sono un grande appassionato di questo gruppo (in particolare) perche’ ritengo che abbiano creato dei suoni che altri non sono riusciti a fare!
fantastica “Hymn” e Midge Ure…parole e musica magicamenteinsieme per una atmosfera anni ’80 che ci manca terribilmente…anche mio figlio quattordicenne ne resta estasiato..
No. Il diavolo non c’entra. Piuttosto c’entra il suo contraltare. Che poi oguno chiami come vuole (magari il Grande Architetto dell’Universo). Qui l’entità è abbastanza spersonalizzata, ma parole come “faithless in faith, we must behold the things we see”, o il richiamo al “kingdom” che deve venire indicano chiaramente l’ispirazione cristiana. La canzone è ovviamente splendida, con un tipico assolo ultravoxiano veloce e decadente, mistico ed energico allo stesso tempo. Voto, da uno a dieci: 12!