3 febbraio 1959: The day the music died
Mason City, Iowa. 3 febbraio 1959, 51 anni fa. Un incidente aereo causato dal maltempo, lo schianto. E la morte di tre giovani divi del rock ‘n’ roll: Buddy Holly, The Big Bopper e Ritchie Valens. Oltre al pilota del velivolo, Roger Peterson. Una versione a stelle e strisce della tragedia di Superga, in cui a perdere la vita fu, dieci anni prima, il “Grande Torino” di Valentino Mazzola.
Nevicava, quella notte. Peterson era un pilota di primo pelo, ancora inesperto. Ha probabilmente sottovalutato le condizioni atmosferiche. Uno sbandamento, la perdita di controllo del mezzo. E così si interruppe forzatamente la tournée dei tre musicisti, reduci dal grande successo alla Surf Ballroom di Clear Lake, a pochi passi dal luogo del disastro aereo. Erano diretti in North Dakota, a Fargo, per un altro concerto.
Tre i memoriali in onore delle stelle cadute. Tutti e tre promossi da Ken Paquette, un appassionato di anni Cinquanta. Uno a otto chilometri da Clear Lake, una steel guitar insieme a tre dischi dei musicisti scomparsi. Uno alla Riverside Ballroom di Green Lake, nel Wisconsin, dove i tre si erano esibiti due sere prima della sciagura. Un altro dedicato a Peterson sul luogo del disastro, eretto nel cinquantennale dell’anno scorso.
Undici anni dopo, nel 1970, il tributo più accorato a Holly, Valens e Big Bopper. La canzone di Don McLean American Pie. Recuperata nel 2000 da Madonna per la colonna sonora del film Sai che c’è di nuovo?, in cui lei era protagonista insieme a Rupert Everett. Proprio dal brano del cantautore Don McLean è stato tratto il nome con cui è rimasto noto il 3 febbraio 1959: the day the music died.

c’è chi considera buddy holly uno dei padri della stratocaster. peccato che uno sfortunato testa e croce abbia favorito un altro chitarrista destinato a non lasciare alcuna traccia.